Leggende di Porto Cervo

scritto da Dimirti
Scritto 11 mesi fa • Pubblicato 11 mesi fa • Revisionato 11 mesi fa
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Autore del testo Dimirti

Testo: Leggende di Porto Cervo
di Dimirti

La Madonna la cantante
Acquistò poco distante
Dalle coste di Gallura
L’isolotto coll struttura
Per far festa al compleanno.
Ma subi’ un gran inganno.
Non c’è sta completamente
L’acqua, gas, ne il corrente,
Tocca andare per la caccia
Del Wifi. Che figuraccia.
Compleanno più cattivo.
VIPs già stanno in arrivo.
Ma Madonna ha faccia tosta.
Lei a Porto Cervo sposta
La sua festa, e l’isolotto
Per vendetta al complotto
Anche per portasfortune
Lo regala al comune.
È la fine dello sfizio.
Ma la storia ebbe inizio.

La sindaca del posto
Per non pagare il costo
Del lussuoso scafo
Va prenderlo a sbafo
Fa scambio con un russo, -
Lo suo yacht di lusso
Col terra comunale
Da lui tenuta in cale,
Cioè un isolotto
Di spazio assai ridotto
Deserto ed acervo
Di fronte al Porto Cervo.
Il russo oligarca
Così scambiò la barca.
Il masso di granito
Nei tempi mai fiorito,
Di terra una becca
Col ciuffo d’erba secca
E il nido del gabbiano
Che ci fa da guardiano
A caccia degli granchi
In crepe e calanchi.
Qui quando il sole picchia
Neanche una nicchia,
E quando il mare è mosso
Le onde stanno addosso.
Insomma c’è davvero
Un habitat severo.
Ne l’acqua, ne corrente.
La rete TIM assente.
Il nuovo arrivato
Però non ha mollato.
Ha fatto al sottovento
Tre bunker di cemento,
Finestre da battaglia,
Il mare da muraglia.
Ha fatto un porticciolo,
Per una barca il molo.
Ci stava da spartano,
Nessuno a dar la mano,
Usciva alla pesca
Con sola canna a l’esca
L’orata, la alice,
E stava strafelice
Senza nessun attorno
Fin ad un certo giorno.
Hanno portato onde
Le reti vagabonde.
Lì dentro incastrata
La sirenetta è stata.
La giovane e bella
Col tatuaggio a stella,
Cogli occhi smeraldini
Sotto i capelli fini.
C’è l’ha da mozzafiato
Il corpo abbronzato.
Le gocce per la pelle
Al sole sono stelle.
Lei si chinava Vika.
Per l’uomo è na fatica
A lungo contrastare
Al senso di amare.
Così scoppiò nel cuore
Il fuoco del ardore.
Sembravano di miele
Le notti di candele.

Il Porto Cervo è truce,
Attrae e seduce,
Tra vele e motori,
Eventi e web story,
Le luci di costiera
E gli abiti da sera.
Tra rose rosse e gialle,
Mariachi alle spalle,
Poeti, cantautori,
Artisti e pittori
No sì accorga un male.
Malvagio e brutale
Gagliardo e furbino
Un lover latino.
Lu sa spaccare i cuori
Lui sa di farci fuori.
Il nostro russo e Vika
Non son scappati mica.

Dove sei adesso, Vika?
Stai nel mar di Costarica?
O rinchiusa al momento
Con la diga di cemento?
Più il russo la cercava
Più il matto diventava,
Alla fine si è arreso
Ma non prima che ha speso
Lui di più che ha avuto.
A Madonna ha venduto
L’isolotto dei rancori
Per pagare i creditori,
Dalla cima di un masso
Poi ha fatto giù un passo.




Leggende di Porto Cervo testo di Dimirti
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